La carenza di divise di ricambio negli ospedali potrebbe generare un’emergenza nell’emergenza.

Quando ci si trova ad affrontare situazioni inattese come l’epidemia covid-19 la prima preoccupazione è correre ai ripari mettendo in atto tutte le misure straordinarie utili ad arginare la diffusione del virus. Quest’emergenza ha evidenziato come alcuni aspetti apparentemente marginali della routine ospedaliera rappresentino dei punti deboli che rischiano di mettere in crisi un sistema virtuoso in cui ogni anello di una catena risulta fondamentale per la tenuta dei servizi erogati.

L’importanza delle divise del personale sanitario

Un evento spesso sottovalutato è la carenza di divise per il personale sanitario. Raramente ci si chiede in che modo venga gestito il ciclo di raccolta sporco, lavaggio e sanificazione delle divise di medici e paramedici, non solo perché è un argomento poco interessante, ma perché è marginale rispetto al lavoro svolto da chi le indossa ogni giorno.

È fondamentale, invece, che gli operatori abbiano sempre a disposizione un cambio pulito. L’emergenza Covid-19 ha acuito l’attenzione nei confronti di igiene e pulizia, provocando una forte impennata della richiesta di capi puliti a fronte di cambi molto più frequenti.

Solidarietà diffusa verso gli operatori sanitari

In molti Paesi per far fronte alla mancanza di divise pulite si è dato vita a vere e proprie maratone di solidarietà. Atelier di moda, sartorie, privati cittadini hanno avviato una produzione di massa di divise “home made” per fornire agli ospedali i capi mancanti con un tocco di originalità creativa che ha contribuito ad accendere di speranza e di colore i reparti Covid-19. Per quale motivo negli gli Stati Uniti d’America o nel Regno unito questa crisi è stata così forte da smuovere iniziative popolari come Scrubs Glorious Scrubs?

Una gestione quotidiana delle divise in ambito ospedaliero diversa in ogni Paese del mondo

Non esistono delle procedure standard a livello mondiale nella gestione dei capi di abbigliamento in sanità: si passa da un estremo all’altro, con Paesi come l’Italia dove il servizio sanitario è pubblico con regole sulla gestione dei tessili a cui tutti devono attenersi e altri, come gli USA, dove gli ospedali sono per lo più privati e ogni amministrazione prende decisioni in autonomia. Ci sono Paesi in cui le divise vengono lavate nella lavatrice di casa propria ed indossate prima di recarsi al lavoro in auto o con i mezzi pubblici, in altri è consentito allontanarsi dall’ospedale, per un caffè o uno spuntino senza togliere la divisa. In alcuni ospedali le divise pulite vengono ammassate su scaffali all’interno degli spogliatoi senza alcuna protezione o distanziamento dai capi e calzature personali.

Alcune aziende ospedaliere che utilizzano divise “usa e getta” hanno avuto un inatteso incremento delle spese di approvvigionamento durante l’attuale pandemia.

L’esempio italiano: far fronte alla carenza di divise con scelte lungimiranti

In Italia l’assistenza ospedaliera si avvale del 51,8% di ospedali pubblici e il rimanente 48,2% di ospedali privati accreditati. La Sanità Privata accreditata rappresenta gli ospedali a gestione privata che possono effettuare prestazioni per conto del Servizio Sanitario Nazionale italiano. Attraverso un sistema di verifica dei requisiti organizzativi, tecnologici e autorizzativi, sono a tutti gli effetti paragonabili agli Ospedali a gestione Pubblica.

In queste strutture la gestione dei tessili (biancheria da letto e divise del personale) viene affidata attraverso gare d’appalto ad aziende esterne che forniscono i dispositivi di sicurezza individuale attraverso un contratto di locazione “all inclusive”. Queste imprese si prendono carico della raccolta dello sporco, del lavaggio, della sanificazione, della sterilizzazione e della distribuzione.

L’ospedale attraverso un canone di noleggio si garantisce la disponibilità costante di cambi puliti e sempre in buono stato di manutenzione.

Gestire il flusso di tessili attraverso sistemi di distribuzione e raccolta automatizzati

Garantire la disponibilità delle divise pulite anche durante le emergenze significa avere sempre sotto controllo l’intero flusso del ciclo sporco/pulito. Per ottenere questo risultato occorre utilizzare strumenti automatizzati in grado di tenere traccia del consumo di tessili e provvedere ai rifornimenti in modo tempestivo, potendo far fronte anche a picchi di utilizzo imprevedibili.

Da molti anni in Italia vengono usati sistemi di tracciamento RFid che permettono di inserire all’interno di ogni capo un piccolo microchip contenente tutte le informazioni relative a quel singolo indumento. Non si tratta di un sistema sofisticato. è del tutto simile agli anti taccheggio che fanno suonare i sistemi d’allarme nei negozi quando la cassiera dimentica di togliere i dispositivi nascosti nella tasca dei jeans.

Rilevazione e utilizzo delle informazioni contenute nei chip RFid

Come avviene il riconoscimento delle etichette? Nei reparti degli ospedali vengono dislocati dei distributori automatici di divise che permettono a medici e infermieri di prelevare i capi della loro taglia previsti per il loro ruolo professionale.

Il personale accede tramite pin (o badge) ad un sistema di crediti secondo cui, dopo un certo numero di capi prelevati (normalmente 3), prima di poter procedere a un nuovo prelievo, è necessario restituire i capi sporchi in un raccoglitore in grado di comunicare ad un software gestionale l’avvenuta restituzione e la possibilità di abilitare nuovamente il prelievo.

Controllo automatico delle forniture tessili per una gestione intelligente e sicura

Il costante aggiornamento via software relativo al contenuto dei distributori automatici e dei raccoglitori di capi usati permette di mantenere un controllo puntuale dello stato delle forniture e pianificare la raccolta dello sporco, i cicli di lavaggio e gli approvvigionamenti dei distributori automatici.

Nel mondo le aziende in grado di fornire sistemi automatizzati come quello illustrato si contano sulle dita di una mano. Per chi volesse maggiori informazioni sui sistemi di distribuzione automatica RFid può prendere visione di quello implementato da ABG Systems.

I distributori automatici di divise aiutano a mantenere alto il livello d’igiene

Le uniformi del personale ospedaliero possono essere veicolo di infezioni. Da uno studio del New York Hospital Medical Center del Queens che ha confrontato le divise di 40 medici e studenti di medicina con quelle di 10 guardie di sicurezza è emerso che circa la metà delle divise indossate dal personale medico erano contaminate da germi rispetto a solo 1 su 10 delle divise delle guardie di sicurezza.

Le divise dei medici ospitavano diversi agenti patogeni, compresi quelli che possono portare a infezioni da stafilococco o polmonite.

Per contrastare questo genere di contaminazioni sono stati studiati sistemi di distribuzione automatica di divise che utilizzano celle separate per contenere singoli capi o set omogenei, per esempio casacca e pantalone.

Questo accorgimento impedisce che, durante il prelievo dei capi,siano maneggiati indumenti diversi da quelli a destinati a un utente specifico. Glioperatori sanitari non agiscono certo in barba alle norme igieniche, ma è comunque utile aumentare il grado prevenzione e arginare situazioni di contagio involontarie.

Un’alternativa a questo tipo di tecnologie è rappresentata da distributori automatici del tutto simili ad armadi che, pur permettendo l’acceso non esclusivo al singolo capo, chiedono all’utente di sanificare le mani, utilizzando un sanificatore inserito nel distributore, prima di sbloccare l’apertura della porta per prelevare la propria divisa.


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